PUBLIC GARDENS

In mezzo a tutto questo stiamo noi”.
Andrea Luporini, M.Grazia Cantoni e Daniela Spaletra sono gli autori che hanno deciso di lavorare sul loro luogo di origine: La Spezia.
Public Gardens mostra uno studio in cui il territorio spezzino (Pitelli), così come altre decine di siti in tutta Italia, è stato ed è tuttora martirizzato dagli abusi ambientali.
Lo spazio della galleria, da bianco contenitore, si azzera e si presta ad ospitare 400 litri di nera terra.
Tre piante germogliano dal buio.
Se da una parte le fotografie ci mostrano i meccanismi di rimozione che siamo disposti ad applicare per la necessità di vivere all’interno di una società, dall’altra l’installazione Public Gardens diventa metafora di una possibile guarigione.
E noi? beh…“In mezzo a tutto questo stiamo noi”

 

Andrea Luporini (La Spezia,1984) ha frequentato il Master in Alta Formazione sul Linguaggio Contemporaneo di Fondazione Fotografia Modena nel biennio 2014/16. Da sempre interessato a temi sociali, quali l’immigrazione e l’ambiente, nel suo lavoro indaga sui processi di rimozione che ognuno di noi applica per poter affrontare la quotidianità.

Daniela Spaletra (Torino, 1965) laureata in Pittura e successivamente in Arti Multimediali all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Inizia il suo percorso artistico negli anni ’80 nell’ambito della fotografia sperimentale; fondamentali saranno gli insegnamenti del fotografo spezzino Sergio Fregoso. Le sue installazioni riccamente polisemiche, marcano lo spazio di intense relazioni che indagano nella memoria ancestrale collettiva, nel rito, e talvolta, tentano di colpire i sensi dell’osservatore cercando, con la loro collaborazione di modificare certi processi sociali e culturali.

M.Grazia Cantoni (La Spezia, 1979) laureata nel 2004 al London College of Communication, unisce l’attività artistica con l’insegnamento e la scrittura, su temi quali fotografia e filosofia. Indaga sulle relazioni fra uomo e architettura, sulle interazioni con luoghi abbandonati e inquinati, alla ricerca di azioni e rituali in grado di tradurre gli spazi ibridi del mondo contemporaneo.